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(repubblica.it) ECONOMIA - Dopo un'approfondita indagine congiunta, Antitrust e Agcom chiedono blocco dei conti frutto di anomalie e scarsa trasparenza.
(ANSA) MILANO - La squadra mobile di Milano ha diffuso l'identikit dell' uomo che il 6 maggio ha ucciso Pasqualina Labarbuta, 37 anni, mentre si trovava in un parco della periferia nord-ovest del capoluogo lombardo sferrandole una coltellata al cuore. Sarebbe un uomo sui 35 anni, alto 170 cm, di carnagione olivastra, capelli corti scuri, occhi scuri e di corporatura robusta. La coltellata, sferrata con un coltello sardo (pottada) lungo 9 cm, le ha trapassato il cuore da parte a parte, anche se "non sembra che il colpo sia stato vibrato con particolare forza", ha detto il dirigente della squadra mobile, Francesco Messina.
Messina ha spiegato che questo particolare "fa riprendere l'idea che l'uomo non fosse lì per uccidere ma per fare altro, e che la vittima abbia mosso repentinamente il busto e impattato contro il coltello che le era stato puntato a mò di minaccia contro il petto. Escludo l'ipotesi di un matto che fosse passato lì per caso e abbia ucciso". Sembra che l'assassino non indossasse guanti ma l'analisi delle impronte affidata alla scientifica non è ancora disponibile.
(ANSA) CAMPOBASSO - Con il passare delle ore riscuote sempre piu' consensi l'iniziativa dei cittadini di Matrice (Campobasso) di conferire a ''Peppino'', il randagio scomparso alcuni giorni fa, la cittadinanza onoraria. Per la mascotte del paese, che partecipava in prima fila a processioni, sfilate e funerali, e' stato anche costituito un gruppo su Facebook. Si susseguono, intanto, i messaggi a favore dell'iniziativa, alcuni dei quali arrivano addirittura dagli Usa. Su ''Peppino'' cittadino onorario sono in tanti a dire la loro: da Rovigo a Messina, da Genova ad Alghero, si rincorre il tam tam degli animalisti, ma anche di chi e' solo un amante del ''miglior amico dell'uomo'' con una lista di adesioni destinata ad aumentare. Tutti lo vogliono ''cittadino onorario''. E c'e' anche chi, in maniera telegrafica, ha espresso al Comune di Matrice le proprie condoglianze ''per la morte del caro Peppino''. Educazione omogenea
Sono più di 210 mila le scuole che, in tutto il mondo, educano oltre 40 milioni di bambini secondo i principi delle differenze di genere. Si chiamano single sex school e, anno dopo anno, stanno minando il dogma della «coeducazione», quel traguardo che, dalla fine degli anni Sessanta, sembrava aver messo la parola fine a ogni discussione sulla pedagogia applicata ai sessi. La tesi che sta alla base del progetto: maschi e femmine sono talmente diversi fisicamente e psicologicamente che sarebbe un errore pretendere che possano fare le stesse cose (per esempio imparare a scrivere) alla stessa età. Meglio tenerli separati. «L’obiettivo — hanno spiegato pedagogisti, psicologi e presidi durante l’ultimo Congresso dell'European Association Single-Sex Education (Easse), lo scorso 24 aprile a Roma — sono le pari opportunità». Per tutti. Perché «se da una parte la presenza maschile limita la leadership femminile, dall’altra i ragazzi sono svantaggiati dal più rapido sviluppo delle compagne».
Discriminazioni e valutazione
Della serie: fai confusione, urla, comportati male e vedrai che conquisti il professore. Sembra un paradosso, ma gli studi presentati lo scorso mese a Roma evidenziano come gli insegnanti diano più retta — non fosse altro che per tenerli a bada — agli alunni maschi e tendano a favorirli nei voti. Risultato: le ragazze sono trascurate e meno apprezzate. E in più «si perdono» nel cercare di farsi accettare dai compagni, entrando anche in conflitto con le coetanee. «Nelle classi omogenee, invece — analizza Klement Polacek, docente emerito della Pontificia università Salesiana di Roma — non solo raggiungono performance migliori, ma emergono nelle materie tecnico scientifiche, a loro solitamente precluse per colpa di uno stereotipo di genere». Anche i ragazzi ne «escono bene »: senza la concorrenza femminile, subiscono meno il gender gap, la differenza di apprendimento.
La rincorsa italiana
Classi omogenee, un possibile modello educativo. I primi ad applicarlo sono stati gli inglesi: nel Regno Unito le single sex school sono 1.092, di cui 416 statali. I risultati, ottimi: tra i dieci migliori istituti del Paese, solo uno è misto. Berlino conta 180 scuole pubbliche omogenee, la Francia 238, mentre negli ultimi sette anni gli Stati Uniti hanno convertito 540 istituti pubblici da misti a differenziati. E in Italia? Un gruppo di genitori milanesi, riunito nell’associazione Faes (Famiglia e scuola), ha fatto nascere dal 1974 a oggi 14 istituti paritari (3 mila alunni dal nido alle superiori) a Napoli, Palermo, Bologna, Roma, Verona, Milano. Le caratteristiche: metodo tutoriale, partecipazione dei genitori e, naturalmente, didattica differenziata per sessi. «Ma il nostro punto cardine — precisa Carmen Pontieri, presidente della Conferenza dei centri Faes — è l’educazione personalizzata di cui l’omogeneità è una conseguenza, non la causa». Le iscrizioni ai centri Faes sono in crescita. «Aumenta l’interesse nei nostri confronti», riconosce la dirigente. La stessa Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura alla Camera, al congresso di Roma ha spiegato: «Ogni forma di omologazione riduce la pienezza della persona-donna e della persona-uomo. La scuola italiana ha il dovere di fornire una pluralità di modalità educative». Un’apertura che lascerebbe supporre l’ingresso dell’educazione omogenea nel sistema pubblico. «Ma solo nell’ambito dell’autonomia e con il consenso dei genitori — precisa la parlamentare — e senza leggi ad hoc».
Il caso del Bronx
Se in Italia le classi differenziate sono un’esclusiva delle scuole paritarie (e dunque a pagamento), negli Stati Uniti diventano sinonimo di riscatto sociale per i ceti poveri. È il caso della Young Women’s leadership school di New York, istituto del Bronx nato nel 1996 e frequentato da sole alunne che nel 70 per cento dei casi vivono al di sotto della soglia di povertà. «I fondatori — racconta Josep Barnils, ideatore dell’Easse — si resero conto che le studentesse vivevano in una realtà dominata dai maschi. Un anno dopo tutte le tensioni erano sparite». Nel 2002 si è iscritto all’università il 96 per cento di quelle giovani del Bronx. A New York la media è del 50 per cento.
I contrari
Le critiche alla scuola omogenea non mancano: «Si torna indietro di 40 anni»; «Dividere maschi e femmine è frutto di fobia sessista»: «È una forma di discriminazione». Tra gli scettici c’è lo psicologo Fulvio Scaparro: «Il contatto tra generi è un arricchimento: rimanendo separati si perde la relazione con l’altro sesso in un’età in cui c’è bisogno di conoscersi e stare vicini. Insomma, in nome di un eventuale profitto 'superlativo', il prezzo da pagare mi sembra troppo alto». Anche la scrittrice (e professoressa) Paola Mastrocola è perplessa: «Sarebbe bello potersi permettere il lusso di riflettere su certe questioni. Ma i problemi della scuola, oggi, sono altri». Scaparro una soluzione — provocatoria — ce l’avrebbe: «Se il contatto tra generi è così pericoloso in classe, allora può esserlo anche sul lavoro. Dividiamo gli uffici: perché a scuola sì e negli altri posti no?».
(ANSA) BOLZANO - Un turista, padre di cinque figli, si sarebbe visto rifiutare l'alloggio in un albergo in Austria, nella località tirolese di Serfaus, perché ebreo. A denunciare il fatto il giornale locale Tiroler Tageszeitung. Secondo il giornale, l'uomo ha ricevuto il diniego della prenotazione con un'email, nella quale si spiega che "per cattive esperienze avute in passato" l'albergo non intende dare corso alla prenotazione. Il sindaco della località turistica, Georg Mangott - riferisce l'agenzia austriaca Apa - ha espresso il proprio rammarico per la vicenda, dicendosi convinto che si tratti "di un fatto isolato". La presidente della comunità ebraica tirolese Esther Fritsch ha detto di non avere sinora avuto segnalazioni di questo genere, affermando che nella zona più di un albergo è uso ospitare clienti ebrei. "Alcuni esercizi - ha tuttavia aggiunto - sembra che abbiano avuto dei problemi per le regole imposte dallo stile di vita degli ebrei più ortodossi".
(ANSA) MILANO - E' Dr House, per il terzo anno consecutivo, la serie televisiva più amata dell'anno in base a un sondaggio realizzato fra i lettori di Tv Sorrisi e Canzoni in occasione del Telefilm Festival, mentre la critica premia ex-equo In Treatment e Californication. Il verdetto dei critici conferma il ritorno dell'investigazione intuitiva rispetto a quella scientifica nelle preferenze del pubblico: durante il Festival le due serie più seguite sono state Mental e Mentalist, con un calo di preferenze per telefilm come Csi.
(ANSA) LONDRA - La Bbc ha preparato uno straordinario documentario, presentato da David Attenborough, in cui rivelerà la scoperta di uno scheletro fossilizzato che rappresenterebbe l"anello mancanté dell'evoluzione umana. Secondo il Mail on Sunday il documentario è top secret, ma fonti negli Usa dicono che la rivoluzionaria scoperta verrà presentata il prossimo 19 maggio da un gruppo di scienziati e documentaristi a New York.
La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio.