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lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(repubblica.it) ECONOMIA - Dopo un'approfondita indagine congiunta, Antitrust e Agcom chiedono blocco dei conti frutto di anomalie e scarsa trasparenza.
E' un mercato che sta vivendo un boom, ma pecca ancora di scarsa trasparenza, di condizioni sfavorevoli per i consumatori e che impediscono la crescita di nuovi e più aggressivi concorrenti. Così le due Authority del settore, Antitrust e Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) bastonano gli operatori per l'offerta di dati in mobilità, al termine di una lunga e approfondita indagine. Repubblica ha già anticipato i risultati riguardanti il mercato degli sms, che paradossalmente arrivano a costare in Italia più del prezzo massimo (11 cent) che dal primo luglio si applicherà in Europa.

L'indagine scopre anomalie da correggere anche nell'offerta di internet su rete mobile (le "chiavette") e nella vendita di loghi e suonerie per cellulare. L'Antitrust lancia l'invito per "bloccare le bollette pazze", come scrive.

E' un problema noto a molti: è capitato a utenti di vari operatori di ritrovarsi con una bolletta da migliaia di euro per aver navigato in internet in mobilità. Senza accorgersene, avevano superato le soglie di traffico incluse nell'offerta che avevano sottoscritto. Le due Autorità danno la colpa agli operatori, parlando di "condizioni contrattuali decisamente sfavorevoli. Gli utenti hanno infatti difficoltà nell'orientarsi tra le offerte disponibili e nell'ottenere indicazioni attendibili, oltre che sul prezzo, sulla velocità e la qualità della connessione ad internet. Altrettanto difficile, come dimostra il fenomeno delle bollette pazze, è controllare la spesa". Di qui la proposta delle Autorità: "Vengano previste soglie automatiche di blocco della spesa per il traffico dati, salvo rinuncia espressa dell'utente". Si applicherebbe così un blocco automatico del servizio, una volta superata una certa soglia in bolletta.

Si noti che le due Autorità per ora si limitano a invitare gli operatori a migliorare il servizio, per tutti i temi coperti dall'indagine; non li obbligano a farlo, almeno per ora. Questa indagine vale come un ammonimento e tra le righe si percepisce che, se non dovesse cambiare niente, le due Autorità sono disposte poi a intervenire con richieste, multe o obblighi formali in capo agli operatori.

Idem per loghi e suonerie. Scaricarli spesso porta agli utenti costi imprevisti e invisibili, a causa della scarsa trasparenza dell'offerta. "Dall'indagine è emersa la necessità, anche alla luce della tipologia dei fruitori di questi contenuti (giovani e adolescenti), di introdurre procedure che garantiscano la trasparenza dei contratti e soprattutto la consapevolezza del contratto stesso, spesso sottoscritto senza una reale volontà del consumatore", scrive l'Antitrust. "Occorre dunque inserire meccanismi che consentano di verificare e, possibilmente, tracciare l'effettiva accettazione da parte dell'utente del perfezionamento del contratto. Ugualmente vanno introdotte procedure di disattivazione chiare e semplici".

Infine, nell'indagine spicca il contrasto tra due fenomeni. Da una parte, il mercato dei dati in mobilità ormai è maturo e in forte crescita - valeva 4 miliardi di euro nel 2008; 1 miliardo nel caso di internet, nuova e promettente fonte di ricavi. Dall'altra, pare non stia crescendo altrettanto la trasparenza e l'attenzione nei confronti dell'utente. Stenta anche a evolvere l'apertura di questo mercato nei confronti dei nuovi entranti, come segnalano le due autorità a riguardo dei prezzi all'ingrosso per gli sms in capo agli operatori mobili virtuali.
lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(ANSA) MILANO - La squadra mobile di Milano ha diffuso l'identikit dell' uomo che il 6 maggio ha ucciso Pasqualina Labarbuta, 37 anni, mentre si trovava in un parco della periferia nord-ovest del capoluogo lombardo sferrandole una coltellata al cuore. Sarebbe un uomo sui 35 anni, alto 170 cm, di carnagione olivastra, capelli corti scuri, occhi scuri e di corporatura robusta. La coltellata, sferrata con un coltello sardo (pottada) lungo 9 cm, le ha trapassato il cuore da parte a parte, anche se "non sembra che il colpo sia stato vibrato con particolare forza", ha detto il dirigente della squadra mobile, Francesco Messina.

Messina ha spiegato che questo particolare "fa riprendere l'idea che l'uomo non fosse lì per uccidere ma per fare altro, e che la vittima abbia mosso repentinamente il busto e impattato contro il coltello che le era stato puntato a mò di minaccia contro il petto. Escludo l'ipotesi di un matto che fosse passato lì per caso e abbia ucciso". Sembra che l'assassino non indossasse guanti ma l'analisi delle impronte affidata alla scientifica non è ancora disponibile.

lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(ANSA) CAMPOBASSO - Con il passare delle ore riscuote sempre piu' consensi l'iniziativa dei cittadini di Matrice (Campobasso) di conferire a ''Peppino'', il randagio scomparso alcuni giorni fa, la cittadinanza onoraria. Per la mascotte del paese, che partecipava in prima fila a processioni, sfilate e funerali, e' stato anche costituito un gruppo su Facebook. Si susseguono, intanto, i messaggi a favore dell'iniziativa, alcuni dei quali arrivano addirittura dagli Usa. Su ''Peppino'' cittadino onorario sono in tanti a dire la loro: da Rovigo a Messina, da Genova ad Alghero, si rincorre il tam tam degli animalisti, ma anche di chi e' solo un amante del ''miglior amico dell'uomo'' con una lista di adesioni destinata ad aumentare. Tutti lo vogliono ''cittadino onorario''. E c'e' anche chi, in maniera telegrafica, ha espresso al Comune di Matrice le proprie condoglianze ''per la morte del caro Peppino''.
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lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(Corriere della Sera) Cronache - Maschi e femmine, classi separate Le ragazze tra loro studiano meglio

Nel mondo 40 milioni di alunni in 210 mila istituti vanno in aula divisi per sesso. I successi in Gran Bretagna
Il compagno di banco può essere un peso. Se è maschio. Perché si distrae, crea confusione, cata­lizza l’attenzione del professore. «È dimostrato che nelle classi di sole ragazze il livello di apprendi­mento è migliore», spiega Giuseppe Zanniello, ordi­nario di Didattica e pedagogia speciale a Palermo. È quel che confermano anche altre ricerche e altre esperienze: dai college della borghesia inglese, ai quartieri ghetto delle metropoli americane. Così, do­po trent’anni in cui nessuno ha messo in discussione il principio delle classi miste, molte scuole stanno ri­lanciando la separazione: femmine in un’aula, ma­schi in un’altra. E per socializzare? Ci sono gli amici, le feste e lo sport. Ma fuori da scuola, dove invece «bisogna studiare» e la carica ormonal-caciarona dei maschietti pare non faccia affatto bene. «Né alle fem­minucce, né agli stessi ragazzi». In Italia, i pasdaran delle «classi omogenee» sono ancora pochi. Ma de­terminati: respingono ogni accusa di sessismo e ri­vendicano il loro modello. Con orgoglio. E con qual­che argomentazione pedagogica che forse vale la pe­na ascoltare

Educazione omogenea
Sono più di 210 mila le scuole che, in tutto il mon­do, educano oltre 40 milioni di bambini secondo i principi delle differenze di genere. Si chiamano sin­gle sex school e, anno dopo anno, stanno minando il dogma della «coeducazione», quel traguardo che, dalla fine degli anni Sessanta, sembrava aver messo la parola fine a ogni discussione sulla pedagogia ap­plicata ai sessi. La tesi che sta alla base del progetto: maschi e fem­mine sono talmente diversi fisicamente e psicologica­mente che sarebbe un errore pretendere che possano fare le stesse cose (per esempio imparare a scrivere) alla stessa età. Meglio tenerli separati. «L’obiettivo — hanno spiegato pedagogisti, psicologi e presidi durante l’ultimo Congresso dell'European Associa­tion Single-Sex Education (Easse), lo scorso 24 aprile a Roma — sono le pari opportunità». Per tutti. Per­ché «se da una parte la presenza maschile limita la leadership femminile, dall’altra i ragazzi sono svan­taggiati dal più rapido sviluppo delle compagne».

Discriminazioni e valutazione
Della serie: fai confusione, urla, comportati male e vedrai che conquisti il professore. Sembra un para­dosso, ma gli studi presentati lo scorso mese a Roma evidenziano come gli insegnanti diano più retta — non fosse altro che per tenerli a bada — agli alunni maschi e tendano a favorirli nei voti. Risultato: le ra­gazze sono trascurate e meno apprezzate. E in più «si perdono» nel cercare di farsi accettare dai compagni, entrando anche in conflitto con le coetanee. «Nelle classi omogenee, invece — analizza Klement Pola­cek, docente emerito della Pontificia università Sale­siana di Roma — non solo raggiungono performan­ce migliori, ma emergono nelle materie tecnico scien­tifiche, a loro solitamente precluse per colpa di uno stereotipo di genere». Anche i ragazzi ne «escono be­ne »: senza la concorrenza femminile, subiscono me­no il gender gap, la differenza di apprendimento.

La rincorsa italiana
Classi omogenee, un possibile modello educativo. I primi ad applicarlo sono stati gli inglesi: nel Regno Unito le single sex school sono 1.092, di cui 416 stata­li. I risultati, ottimi: tra i dieci migliori istituti del Pae­se, solo uno è misto. Berlino conta 180 scuole pubbli­che omogenee, la Francia 238, mentre negli ultimi sette anni gli Stati Uniti hanno convertito 540 istituti pubblici da misti a differenziati. E in Italia? Un grup­po di genitori milanesi, riunito nell’associazione Fa­es (Famiglia e scuola), ha fatto nascere dal 1974 a og­gi 14 istituti paritari (3 mila alunni dal nido alle supe­riori) a Napoli, Palermo, Bologna, Roma, Verona, Mi­lano. Le caratteristiche: metodo tutoriale, partecipa­zione dei genitori e, naturalmente, didattica differen­ziata per sessi. «Ma il nostro punto cardine — preci­sa Carmen Pontieri, presidente della Conferenza dei centri Faes — è l’educazione personalizzata di cui l’omogeneità è una conseguenza, non la causa». Le iscrizioni ai centri Faes sono in crescita. «Aumenta l’interesse nei nostri confronti», riconosce la dirigen­te. La stessa Valentina Aprea, presidente della com­missione Cultura alla Camera, al congresso di Roma ha spiegato: «Ogni forma di omologazione riduce la pienezza della persona-donna e della persona-uo­mo. La scuola italiana ha il dovere di fornire una plu­ralità di modalità educative». Un’apertura che lasce­rebbe supporre l’ingresso dell’educazione omogenea nel sistema pubblico. «Ma solo nell’ambito dell’auto­nomia e con il consenso dei genitori — precisa la par­lamentare — e senza leggi ad hoc».

Il caso del Bronx
Se in Italia le classi differenziate sono un’esclusiva delle scuole paritarie (e dunque a pagamento), negli Stati Uniti diventano sinonimo di riscatto sociale per i ceti poveri. È il caso della Young Women’s leader­ship school di New York, istituto del Bronx nato nel 1996 e frequentato da sole alunne che nel 70 per cen­to dei casi vivono al di sotto della soglia di povertà. «I fondatori — racconta Josep Barnils, ideatore del­l’Easse — si resero conto che le studentesse viveva­no in una realtà dominata dai maschi. Un anno dopo tutte le tensioni erano sparite». Nel 2002 si è iscritto all’università il 96 per cento di quelle giovani del Bronx. A New York la media è del 50 per cento.

I contrari
Le critiche alla scuola omogenea non mancano: «Si torna indietro di 40 anni»; «Dividere maschi e femmine è frutto di fobia sessista»: «È una forma di discriminazione». Tra gli scettici c’è lo psicologo Ful­vio Scaparro: «Il contatto tra generi è un arricchimen­to: rimanendo separati si perde la relazione con l’al­tro sesso in un’età in cui c’è bisogno di conoscersi e stare vicini. Insomma, in nome di un eventuale pro­fitto 'superlativo', il prezzo da pagare mi sembra troppo alto». Anche la scrittrice (e professoressa) Pa­ola Mastrocola è perplessa: «Sarebbe bello potersi permettere il lusso di riflettere su certe questioni. Ma i problemi della scuola, oggi, sono altri». Scaparro una soluzione — provocatoria — ce l’avrebbe: «Se il contatto tra generi è così pericoloso in classe, allora può esserlo anche sul lavoro. Dividiamo gli uffici: perché a scuola sì e negli altri posti no?».

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lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(ANSA) BOLZANO - Un turista, padre di cinque figli, si sarebbe visto rifiutare l'alloggio in un albergo in Austria, nella località tirolese di Serfaus, perché ebreo. A denunciare il fatto il giornale locale Tiroler Tageszeitung. Secondo il giornale, l'uomo ha ricevuto il diniego della prenotazione con un'email, nella quale si spiega che "per cattive esperienze avute in passato" l'albergo non intende dare corso alla prenotazione. Il sindaco della località turistica, Georg Mangott - riferisce l'agenzia austriaca Apa - ha espresso il proprio rammarico per la vicenda, dicendosi convinto che si tratti "di un fatto isolato". La presidente della comunità ebraica tirolese Esther Fritsch ha detto di non avere sinora avuto segnalazioni di questo genere, affermando che nella zona più di un albergo è uso ospitare clienti ebrei. "Alcuni esercizi - ha tuttavia aggiunto - sembra che abbiano avuto dei problemi per le regole imposte dallo stile di vita degli ebrei più ortodossi".
lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(ANSA) MILANO - E' Dr House, per il terzo anno consecutivo, la serie televisiva più amata dell'anno in base a un sondaggio realizzato fra i lettori di Tv Sorrisi e Canzoni in occasione del Telefilm Festival, mentre la critica premia ex-equo In Treatment e Californication. Il verdetto dei critici conferma il ritorno dell'investigazione intuitiva rispetto a quella scientifica nelle preferenze del pubblico: durante il Festival le due serie più seguite sono state Mental e Mentalist, con un calo di preferenze per telefilm come Csi.

Giunto alla settima edizione, il Telefilm Festival si chiude oggi a Milano, registrando un forte incremento di pubblico. La conferenza stampa conclusiva è stata anche l'occasione per lanciare un appello al sindaco Letizia Moratti, auspicando una maggiore partecipazione del Comune al Festival, per evitare il possibile trasferimento della manifestazione in un'altra città.
lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

(ANSA) LONDRA - La Bbc ha preparato uno straordinario documentario, presentato da David Attenborough, in cui rivelerà la scoperta di uno scheletro fossilizzato che rappresenterebbe l"anello mancanté dell'evoluzione umana. Secondo il Mail on Sunday il documentario è top secret, ma fonti negli Usa dicono che la rivoluzionaria scoperta verrà presentata il prossimo 19 maggio da un gruppo di scienziati e documentaristi a New York.

In quell'occasione verrà presentato il primo scheletro intero mai trovato di un particolare tipo di un animale che si chiamava Adapide, battezzato Darwinius masillae: le ossa fossilizzate, che hanno dai 37 ai 47 milioni di anni, sono stati trovati nella cava Messel in Germania, un sito famoso per i suoi fossili. L'animale, una femmina, somiglia a un lemure (il mammifero dalla lunga coda che vive in Madagascar). Attenborough spiegherà che i ricercatori hanno concluso che quell'animale non è semplicemente un antenato dei lemuri (mancano diverse caratteristiche), ma fa parte di un gruppo collegato di primati che si sarebbero evoluti in scimmie ed esseri umani.

Lo studio cui fa riferimento la Bbc verrà pubblicato dalla rivista angloamericana Public Library of Science. Philip Gingerich, presidente della Us Paleontological Society, co-autore dello studio, ha dichiararo al Mail: "Ho esaminato questo scheletro, è incredibilmente completo e datato con precisione. Lo abbiamo tenuto nascosto perché non si può parlare di qualcosa finché non la capisci a fondo. Ora abbiamo capito, farà progredire la nostra conoscenza dell'evoluzione". Interpellato sul documentario Bbc, Sir David ha risposto: "temo di non essere autorizzato a parlarne".
lunedì, 11 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

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domenica, 10 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio.

Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell'estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l'andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in una festa commerciale, talvolta anche in Sagra.

Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.

In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio.

In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.
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sabato, 09 maggio 2009
Scritto da gabrysogni

UFO (Da Arcoiris.tv)  - Questa è la copia integrale del film "I Padroni del Mondo" di Massimo Mazzucco, in esclusiva su Arcoiris TV.

”I Padroni del Mondo” non è un classico film sugli UFO, ma un film che cerca di comprendere il motivo per cui tutte le informazioni mai raccolte fino ad oggi sugli UFO ci vengano tenute nascoste dai militari del Pentagono. E’ forse trovando questa risposta che si può trovare anche quella sull’esistenza o meno di esseri provenienti da altri pianeti, e sulle loro eventuali intenzioni.

GUARDATE IL VIDEO PREMENDO QUI
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